Silvio Berlusconi é stato PRESCRITTO nel processo per corruzione a Mills.
La prescrizione é figlia e conseguenza diretta della legge Ex Cirielli fatta votare da Silvio Berlusconi per dimezzare i tempi di prescrizione, una delle tante LEGGI AD PERSONAM di cui Silvio Berlusconi si é servito per uscire impunito dai processi che lo riguardavano!
Se Silvio Berlusconi fosse innocente, potrebbe rinunciare alla prescrizione ( che é facoltativa ) e pretendere di avere la sentenza che lo riconosca come tale..!!
In questa giornata ci vergogniamo di essere cittadini italiani, ci vergogniamo di uno Stato che permette di mercificare la giustizia, ci vergogniamo di vedere che i soldi servono ad ottenere direttamente o indirettamente l'impunità dei ricchi..!!
Rimane il fatto che la condanna di MILLS é la prova indiretta, sentenza o non sentenza, che Silvio Berlusconi era colpevole di corruzione.
Alessandro Mezzano
IL "PIRELLONE BIS" ' COSTA 570 MILIONI DI EURO
FORMIGONI HA UN ELIPORTO E LA FORESTERIA
Milano il 'Pirellone bis', costa 570 milioni
Formigoni ha un eliporto e la foresteria.
Per arredare l'ufficio e l'appartamento di Formigoni sono stati spesi 127.000 euro.
Un tavolo da 11.000 euro e un sofà da oltre 4.000
La più costosa operazione edilizia per la casta è a Milano: 571,4 milioni di euro per realizzare la sede della giunta regionale lombarda.
È costato 383 milioni di euro. Una cifra molto diversa da quella stabilita nella gara d’appalto - 234 milioni di euro più 90 per i costi di superficie pagati al Comune - e ancor più distante da quella propagandata (175 milioni di euro) dallo staff del presidente Roberto Formigoni.
Arredamento allestimenti e forniture sono costati, in tutto, 42,8 milioni di euro.
L’ ufficio e la foresteria del presidente ha avuto un costo di 127mila euro.
I tre pouff con struttura portante in acciaio, i due divani con rivestimento in ecopelle 12.00 euro.
Il comodino del letto, con struttura in legno massello di rovere come le nove sedie per la sala da pranzo 6.000 euro.
Le quattro poltrone , il letto matrimoniale e la rete ortopedica , le librerie, il tavolo da pranzo, il tavolo del presidente 11.200 euro.
Le buvette e le cucine, — dove si riunisce la giunta — costo della mobilia: 64.000 euro.
I tappeti 20.000 euro.
IN BUONA COMPAGNIA !
RAZZI E BERLUSCONI
Alla presentazione del libro «Le mie mani sono pulite» del deputato Antonio Razzi, oltre a Berlusconi, che ha speso elogi per l'ex dipietrista («In lui riconoscerete un cavallo di razza»), c'era anche un sosia di Domenico Scilipoti, il deputato di Barcellona Pozzo di Gotto che insieme a Razzi allungò circa un anno fa la vita al governo Berlusconi, definiti entrambi dall'ex premier "due esempi che confortano"
E alla presentazione del libro Scilipoti manda il sosia: lui è a Copacabana
L'uomo, intervistato dal Tg3 sui motivi della sua presenza nella sala del Mappamondo a Montecitorio ha risposto che «siccome a Scilipoti gli hanno tolto la scorta, a volte noi usciamo per fare qualche mansione», lasciando intendere che i sosia di Scilipoti siano più di uno.
CI MANCAVA !
Vi ricordate Domenico Scilipoti, il "responsabile" parlamentare sostenitore di Berlusconi, l'ex premier "salvato" più volte grazie ai suoi voti alla Camera?
Ecco ora il medico diventato qualche mese fa una star della tv sta rivedendo le posizioni (non è la prima volta) del proprio movimento di Responsabilità nazionale e ha cominciato col cambiarne la tessera. Ebbene sulla nuova tessera del movimento c'è la folla di fedeli alle Ghiaie di Bonate, la località bergamasca, nota per le "apparizioni" della Madonna.
VITTORIO SGARBI
rifiuta di fare la fila in aeroporto e pretende di passare per varchi speciali non avendo alcun titolo".
LA LEGA DA FORCAIOLA A SALVA COSENTINO !
"La smettano con queste buffonate, la smettano...": era l'allora presidente della Camera Giorgio Napolitano a richiamare a voce alta Luca Leoni Orsenigo da Cantù, il deputato leghista che il 16 marzo del 1993 sventolava il cappio durante un discorso del presidente del Consiglio Giuliano Amato. Quasi 19 anni dopo la parabola si è chiusa: "Non siamo forcaioli" ha dichiarato Bossi dopo il salvataggio di Nicola Cosentino alla Camera. L'evoluzione si compie e appare ormai chiaro che il Carroccio non è più una realtà unica, ma divisa, Parole che suonano come una firma finale sull'evoluzione leghista, da movimento di lotta a movimento di lotta ma anche di governo, antisistema ma capace di crescere ma anche o di lotta e governo, da partito antisistema a partito che, forse, in quel sistema è cresciuto senza più riuscire ad uscirne, nonostante il voto contro il governo tecnico.Solo tre anni prima di quel cappio il Carroccio aveva conquistato il primo Comune: Cene, in Val Seriana. Nel 1992 si presentò al voto politico nel bel mezzo della tempesta Tangentopoli, mandando i suoi primi deputati in Parlamento ("Chiudetevi in una caserma, non andate in giro per Roma" suggeriva Bossi ai suoi). E il vento di tangentopoli sembrava soffiare quasi in parallelo al "vento del Nord", una delle scritte più in voga in quegli anni sui muri della Bergamasca e della Lombardia. Un anno dopo il "mariuolo" che Craxi volle sottovalutare, ritrovandosi schiacciato, Maroni strizzava l'occhio a Franco Bassanini (Pds) per il voto a favore dell'arresto dell'ex ministro Gaspari (Dc). E nello stesso periodo scattò quel gesto che resterà sempre impresso nella storia d'Italia. Il cappio di Leoni in faccia al socialista Amato che parlava di questione morale. Un gesto che precedeva di pochi mesi la discesa in campo di Berlusconi e la successiva nascita del governo a due teste: Forza Italia alleata con la Lega al Nord e con Alleanza Nazionale al centrosud. Partiti avversari insieme nel nuovo governo di centrodestra.L'invito a Di Pietro a occupare la poltrona di ministro della Giustizia, di cui non si fece nulla, e poi un blitz estivo: l'approvazione del decreto Biondi, ribattezzato decreto "salva ladri", varato dal governo mentre l'Italia giocava con la Bulgaria una partita dei mondiali di calcio negli Stati Uniti (il 13 luglio del 1994). Si favorivano i domiciliari di chi si trovava in carcere per corruzione. Le televisioni iniziarono a trasmettere in diretta l'uscita dal carcere di tanti illustri, tra loro l'ex ministro De Lorenzo. Il popolo dei fax iniziò a esprimere solidarietà al pool di Mani Pulite. An e la Lega si misero di mezzo: c'è da fare marcia indietro, non possiamo far uscire i ladri. Era la Lega degli anni '90, forse si, un po' forcaiola. Da Bergamo News
RICORDO DI ALMIRANTE
IL CAMMINO CONTINUA E’ morto un grande italiano. Un italiano di quella Italia che ha dato al mondo Dante, il “suo” Dante, Macchiavelli, San Benedetto, che ha dato i filosofi più profondi, i legislatori più sapienti, i capitani più ardimentosi, gli esploratori più intraprendenti, i santi più universali.; un italiano di di quella Italia che ha percorso il mondo, che lo ha incivilito, che ne ha sterrato le pietre aridi facendole diventare giardini fecondi, che ha versato il suo sudore e il suo sangue a Nord, a Sud a Est e a Ovest, nelle Americhe e in Russia, in Africa e in Australia non meno che in Europa, che ha navigato su tutti i mari, che ha gettato le ancore delle sue navi in tutti i porti; un italiano di quella Italia del lavoro operoso e dell’intelligenza acuta, della disciplina e del avventura, dei migranti e dei mercanti, dei contadini e degli artigiani, dei costruttori e degli scienziati, degli artisti e dei poeti; di quell’ Italia ghibellina e schietta che ha costruito la civiltà dei nostri Comuni, delle nostre contrade sassose e fiorite, che ha fabbricato villaggi e metropoli, che ha eretto le torri civiche accanto ai campanili solenni delle nostre mille e mille città, un italiano di quella Italia invasa, spezzettata, devastata, offesa, insultata, umiliata, calpestata dai barbari antichi e nuovi; di quella Italia dignitosa nella schiavitù, coraggiosa nella sfortuna, serena nelle avversità, clemente nella fortuna e misurata nella gloria; di questa Italia oppressa e ricattata che ci portiamo nella carne e nel sangue. Giorgio Almirante era il campione di questa Italia. Era un italiano coerente, tenace, pulito, coraggioso. E’ stato uno dei più grandi protagonisti della storia, non solo politica, di questa Italia che anche lui si ostinava a chiamare “adorabile”. L’ ha percorsa tutta come un apostolo instancabile dell’ idea che egli, con un pugno di coraggiosi, ha rialzato quando la sconfitta l’ aveva gettata a terra. Le ha parlato con quella parola ineguagliabile che era un donno di Dio, con quella voce dolcissima che mai potrò dimenticare. L ‘ha accarezzata con quei suoi occhi celesti e puliti che qui ancora ci guardano. L’ ha attraversata tutta, villaggio per villaggio, città per città, contrada per contrada, valle per valle, per 40 lunghissimi anni, con, in alto, altissima, LA BANDIERA PULITA E STUPENDA DELL’ ONORE E DELLA FEDELTA’ AL SUO FASCISMO, CHE OGGI E’ IL NOSTRO, fedeltà alle alle radici che sono le radici di un Popolo e non di una sua parte, che “sono” la Storia di questa gente meravigliosa che lui ha tanto amato anche quando la legge della fazione la scagliava contro questo partito suo e nostro. E’ morto un uomo che non può morire. Un uomo che ci HA CONSEGNATO QUELLA IDEA, QUELLA BANDIERA, QUELL’ ONORE E CHE IN QUESTO MOMENTO CI DICE DI DOVER ANDARE AVANTI. LO FAREMO, ALMIRANTE. TE LO GIURIAMO COL CUORE GONFIO DI DOLORE, ma con l’ animo colmo di fierezza per essere stati con te in tutti questi anni meravigliosi e terribili nei quali tu ci hai insegnato che le prove più difficili possono e debbono essere vinte.
Tu, Almirante, hai vinto la prova della persecuzione dei primi anni ’70 quando il regime voleva imbavagliarti. Hai vinto la prova del terrorismo che nell’ arco di tredici anni ha ucciso 20 tuoi e nostri ragazzi, dai fratelli Mattei a Ugo Venturini, da Carlo Falvella e Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci. Hai Vinto la prova della scissione di “palazzo” , quando i trenta danari della corruzione piegarono i vili. Tu, Almirante hai vinto tutto questo e ci hai consegnato un partito forte, orgoglioso e pulito.
E, forti, coraggiosi e puliti, come tu, col tuo esempio mirabile, ci hai insegnato ad essere, andremo avanti insieme con te. Perché tu, Almirante non ci lasci. Tu resti fra noi, alla nostra testa, in piedi, come sei sempre vissuto. Grazie per quello che ci hai consegnato. Grazie per quello che mi hai insegnato.
Gianframco Fini “Il Secolo d’ Italia” – 23 Maggio 1988
IL TRADITO PUO’ ESSERE UN INGENUO, MA IL TRADITORE E’ SEMPRE E COMUNQUE UN INFAME
(Benito Mussolini)
PREDAPPIO CENTENARIO DELLA NASCITA DI BENITO MUSSOLINI
FINI CON ALMIRANTE E VITTORIO MUSSOLINI
Buonanno: ''La Padania esiste. La prova è il Grana Padano''
"Perché il Grana Padano si chiama così e perché esiste il Gazzettino Padano? Se c'è questa terminologia significa che la Padania esiste". E' la posizione del deputato della Lega Nord e sindaco di Varallo, Gianluca Buonanno, intervistato nel corso della trasmissione La Zanzara su Radio 24
AERO DA VENTI MILIONI DI EURO PER IL SAN RAFFAELE
VENTI MILIONI PER ACQUISTARE UN AEREO. DON VERZE' NON GRADIVA I CHECK-IN IN CUI TUTTI I PASSAGERI SONO SOTTOPOSTI PRIMA DELL' IMBARCO
FRASI CELEBRI DI BERLUSCONI
Non entrerò mai in politica. Scendo in campo. Il Paese che amo. Per un nuovo miracolo italiano. L'Italia come il Milan. Basta ladri di Stato. La rivoluzione liberale. Il Polo delle Libertà. Il decreto Biondi. Vendo le mie tv. Golpe giudiziario. Giuro sulla testa dei miei figli. Lasciatemi lavorare. Sono l'unto del Signore. Ribaltone. Scalfaro è comunista. Con Bossi mai più nemmeno un caffè. Mai detto che sono l'Unto del Signore. Dini è comunista. Il popolo è con me. Prodi utile idiota dei comunisti. Visco Dracula. Toghe rosse. D'Alema è comunista. L'amico Massimo. La Costituzione è comunista. La grande riforma della Costituzione. La Casa delle Libertà. Il premier non ha poteri. La grande riforma della giustizia. L'amico Vladimir. L'amico George. L'amico Muammar. Gheddafi leader di libertà. Nessun condono. Concordato fiscale. Scudo fiscale. Condono fiscale ed edilizio. Letta è una benedizione di Dio. Romolo e Remolo. All Iberian mai sentita. Mills mai conosciuto. La proporrò per il ruolo di kapò. Turisti della democrazia. L'Islam civiltà inferiore. Meno tasse per tutti. Tutta colpa dell'euro. La mafia, poche centinaia di persone. Grandi opere. Sono stato frainteso. Tutta colpa delle torri gemelle. Lei è meglio di Cacciari, le presenterò mia moglie. Il circuito mediatico-giudiziario. Fede è un quasi eroe. L'amico Bossi. Uso criminoso della televisione pagata con i soldi di tutti. L'amico Pollari. Le rogatorie. La Piovra rovina l'Italia all'estero. L'amico Pompa. Il falso in bilancio. Mangano si comportava bene, prendeva la comunione nella cappella di Arcore. La legge Cirami. Dell'Utri è perseguitato. Legittimo sospetto. Previti è perseguitato. Il lodo Maccanico. Il Ponte sullo Stretto. Il lodo Schifani. Tutti sono uguali di fronte alla legge, ma io sono un po' più uguale degli altri. Ciampi è comunista. Il decreto salva-Rete4. I poteri forti. La legge Gasparri. L'Economist è comunista. Che ne direbbe di una ciulatina? I direttori dei giornali devono cambiare mestiere. Bertolaso uomo della Provvidenza. La legge Cirielli. Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, anzi mandava la gente in vacanza al confino. Sempre stato assolto. La stampa estera copia da Unità e Repubblica. Napolitano è comunista. Giustizia a orologeria. L'amico Minzo. I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana.Telekom Serbia è tutta una tangente. I brogli di Prodi. La commissione Mitrokhin. La giusta amnistia. I comunisti cinesi bollivano i bambini per farne concime. Farò sparire la spazzatura da Napoli in tre giorni. Ho 109 processi. Sarkozy ha imparato da me. Chi scrive di mafia lo strangolerei con le mie mani. Il Popolo delle Libertà. Obama abbronzato. Il miracolo della ricostruzione dell'Aquila. Evadere è un diritto naturale che è nel cuore degli uomini. Ai giudici noi insidiamo le mogli, siamo dei tombeur de femmes. Il Family Day. Che fate, ragazze, mi toccate il culo? Mille giudici si occupano di me. Agostino,trova una parte ad Antonella:è impazzita, racconta cose in giro. Lodo Alfano. La Consulta è comunista. Legittimo impedimento. Partito dell'Amore e sinistra dell'odio. Il padre di Noemi autista di Craxi. Prescrizione breve. Mai frequentato minorenni. Le mani nelle tasche degli italiani. La signora Lario mente. Processo breve. Vedi, Patrizia, tu devi toccarti. La privacy. Processo lungo. Candido Lampedusa al Nobel per la Pace. Caro dottor Fede, cioè volevo dire Vespa. Ruby nipote di Mubarak. Non chiamo Gheddafi per non disturbarlo. La legge anticorruzione. La mia fidanzatina. Siamo tutti intercettati. Solo cene eleganti. Riformare le intercettazioni. Pagavo Ruby perchè non si prostituisse. La rapina Mondadori. L'amico Lavitola. Me ne vado da questo Paese di merda. Il miglior premier degli ultimi 150 anni. Culona inchiavabile. L'amico Gianpi. Faccio il premier a tempo perso. La maggioranza è coesa. Ho i numeri alla Camera. Traditori. Mi dimetto.
Sic transit gloria immundi.
DANIELA SANTANCHE'
Afferma nel marzo 2008: "Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali"
"Il voto a Silvio Berlusconi è il voto più inutile che le donne possano dare".
Il 9 aprile polemizzando col leader del PdL, ha sostenuto che «Berlusconi è ossessionato da me. Tanto non gliela do...»
Il 1º marzo 2010 entra nel governo Berlusconi IV comesottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Attuazione del programma di governo, nomina che ha suscitato polemiche all'interno del centrodestra.
Il Trota non capisce come Silvio possa pagare 50.000 Euro una Escort di 18 anni
se la valutazione Quattroruote è di 500 Euro!
Il Trota ha detto che quando il suo papi è caduto voleva chiamare il 118, ma non ricordava il numero
Il Trota ha detto che per non far cadere il padre di notte dal letto lo farà dormire di giorno
Il Trota ha detto che suo padre predica bene e ruzzola male
Il Trota ha detto che in un incidente si è rotto il braccio destro, ma non capisce perché la polizia indaga sul sinistro
Leggendo i necrologi, Il Trota ha detto che non capisce come fa la gente a morire in ordine alfabetico
Il Trota ha detto che spiare le coppiette in macchina non è reato ma fecondazione assistita
Il Trota ha detto che non capisce perché alcune tazzine da caffè hanno il manico a sinistra ed altre a destra
Il Trota ha detto che ha chiamato il suo cane stop perché è un incrocio
Il Trota ha detto che non ha bisogno delle chiavi inglesi perché non ha mai avuto una casa a Londra
Il Trota ha detto che non capisce come mai tutti come password scelgono sempre solo asterischi
Il Trota ha detto che da una parte del rubinetto esce acqua calda, dall'altra fredda, ma non capisce da dove esce quella tiepida
Il Trota ha detto che per risparmiare l'acqua la diluisce
Il Trota ha detto che i libri che ha a casa non hanno l'indice ma il medio
Il Trota ha detto che se oggi le mele costano l'ira di Dio è colpa di Adamo ed Eva
Il Trota ha detto che se al reattore di Fukushima si é fuso il nocciolo, possono sempre sostituirlo con un mandorlo
Il Trota ha detto che Garibaldi era un drogato perché si faceva l'eroina
Il Trota ha detto che una gallina può fare un uovo duro se lavora sodo
Il Trota ha detto che sta scrivendo un libro su se stesso, ma arrivato alla schiena proprio non ci riesce
Il Trota ha detto che per non ingrassare mangia solo il buco della ciambella
Il Trota ha detto che prima di uscire di casa accende tutte le luci per vedere se sono spente
Il Trota ha detto che le rose senza spine vanno a batteria
Il Trota ha detto che il poliziotto più sfigato è quello che muore al Posto di Blocco, mentre il più fortunato è Blocco
Il Trota ha detto che il Sahara è un deserto e su questo non ci piove...
Il Papa non vuole incontrare il Trota perché ha paura di cambiare idea sull'uso del preservativo
"Quando i regimi sono alla fine ricorrono ai mercenari. Accade per Gheddafi, che fa sparare sul suo popolo; lo stesso vale per Berlusconi con lo shopping che incrementa in Parlamento la legione straniera di deputati e senatori disponibili e pronti persino a giurare senza vergognarsi che Ruby è la nipote di Mubarak”.
BRUNETTA CON DEMICHELIS
BERLUSCONI CON IL FACCENDIERE LAVIOLA SULL' AEREO PRESIDENZIALE
FRASI CELEBRI
Il popolo è sovrano e in una repubblica apparentemente democratica ognuno si assume le responsabilità dovute eleggendo il proprio condannato al parlamento.
Gli italiani hanno voluto in prua i vari Totò Cuffaro, Umberto Scapagnini, Calogero Mannino, Marcello Dell'Utri, Giuseppe Firrarello, che siederanno comodamente a nostre spese nelle calde poltrone romane.
Alla regione Sicilia abbiamo sostituito degnamente il condannato Totò Cuffaro con Raffaele Lombardo. Un plebiscito. Del resto Lombardo nel 1992 viene arrestato per interesse privato ed abuso di ufficio, poi nel 1994 è ancora una volta arrestato, però stavolta per associazione a delinquere finalizzata a commetere reati contro la pubblica amministrazione. Vuoi non premiare un curriculum di tale portata? In Sicilia non ci facciamo mandare niente.
Il popolo è sovrano. Ognuno ha ciò che si merita. L'uomo più indagato d'Italia (altro che Riina e Provenzano) Berlusconi sarà Presidente del Consiglio grazie ad una larga maggioranza ottenuta soprattutto per merito dell'alleanza con la Lega Nord e Allenaza Nazionale, Bossi e Fini.
L'Italia ha bisogno di governabilità, di grande maggioranza in parlamento. E oggi c'è. Bossi, Fini, Mussolini e Berlusconi, coesi, guideranno il Paese.
Nella vita si cambia, le amicizie mutano rapidamente, la stima di una persona muta continuamente, in base al vento.
La Lega Nord è un partito che nasce da una congregazione di movimenti nel lontano 1989. Oggi la sua presenza sul territorio è così forte che essi rappresentano il terzo partito italiano dopo Pdl e Pd.
Diciamoci la verità: molto difficilmente vedremo un esponente della lega cantare l'inno di Mameli, molto difficilmente un leghista si farà fotografare vicino un tricolore, raramente una camicia verde sussurrerà "W l'Italia".
Vediamo alcune frasi che faranno comprendere come le amicizie negli anni cambiano e come giace in seno alla Lega la voglia di fare il bene del nostro Paese:
"Dovrai scappare dal nord di notte con tua moglie e i tuoi figli e le valigie. Hanno capito che tu sei mafioso" - Umberto Bossi riferendosi a Silvio Berlusconi
"Noi i fascisti li teniamo sotto tiro con il Winchester" - Umberto Bossi
"Quando vedo il tricolore m'incazzo. Io il tricolore lo uso per pulirmi il culo" - Umberto Bossi
"Il tricolore lo metta nel cesso signora. Ho ordinato un camion a rimorchio di carta igienica tricolore" - Umberto Bossi
"Noi che siamo padani abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore, bruciare il tricolore" - cantata in coro da Bossi, Calderoli, Maroni, Tremonti e Castelli.
"Ho fermato 300.000 bergamaschi pronti ad imbracciare il fucile" - Umberto Bossi
"Si dice che il Paese stia andando a fondo, ma io conosco solo un Paese, che è la Padania. Dell'Italia non me ne frega niente" - Umberto Bossi
"Se Berlusconi mi telefona gli faccio sentire il rumore del mio revolver" - Umberto Bossi
"Berlusconi è bollito. E' un povero pirla, un traditore del nord" - Umberto Bossi
"Berlusconi è l'uomo della mafia. La Fininvest è nata da Cosa Nostra" - Umberto Bossi
"Il partito di Berlusconi non potrà mai fare accordi con la Lega. Lui è la bistecca e la Lega il pestacarne" - Umberto Bossi
"Bossi, quando parla, sembra un ubriaco al bar" - Silvio Berlusconi
"Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai sullo stesso tavolo" - Silvio Berlusconi
"Autocritica è una parola che Berlusconi non conosce" - Gianfranco Fini
"E' venuta meno la fiducia a Berlusconi, d'ora in poi procederemo per conto nostro. Regolatevi di conseguenza. Per me la CdL è una storia chiusa" - Gianfranco Fini
"Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi significa essere alle comiche finali. Voglio che sia a tutti chiaro che non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi" - Gianfranco Fini
Italia, italia, vaffanculo - Mario Borghezio
Le amicizie, però, cambiano.
Il popolo è sovrano e ha voluto questo. Lo stesso popolo sovrano dovrà però rendere conto alle generazioni future di quanto sarà scritto sui libri di storia riguardo questo cupo periodo italiano.
CI RISIAMO! Giustizia: il deputato del Pdl Luigi Vitali lancia la «prescrizione breve»
ENNESIMO TENTATIVO DI LEGGE SALVA PREMIER
Faccio la norma che serve". Come un bravo sarto, Luigi Vitali cuce su misura. "Lei mi rimanda nei ricordi alla salva-Previti".Quello fu l'apice."Ma purtroppo non servì. Si sviluppò una cagnara incomprensibile. Oggi è diverso".Ieri Vitali in un pomeriggio ha presentato il vestito."Ho fatto tutto da me".Berlusconi non ne sapeva niente e neanche Ghedini."Sono un tipo pragmatico e vado al cuore del problema".Il cuore del problema in questo momento sarebbe: sono un over 65 e mi vogliono processare."Se sei un over e sei recidivo io faccio in modo di aggravarti la pena".Per fortuna il presidente non è recidivo."Attento, qui si fanno le leggi erga omnes. Poi può capitare che anche il premier ne tragga giovamento”
INTERVISTA DI LUIGI VITALI RILASCIATA AL CORRIERE DELLA SERA
IL BACIO DI GIUDA
LUCA BARBARESCHI
PROCLAMA AGLI ITALIANI LETTO DA BARBARESCHI AL CONVEGNO DI FLI
PAOLO GUZZANTI
CAMPIONE ITALIANO DI SALTO TRIPLO
SFIDA IL CORTEO CON L'ON. "COMPAGNO" BONDI
DANIELE CAPEZZONE "IL VOLTAGABBANA", ECCO COSA PENSAVA DEL PREMIER
Patetico. Eco-insostenibile. Disco rotto. Matto. Definizioni di Silvio Berlusconi di un anno, due anni fa, firmate da un suo implacabile avversario: l’ex presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, oggi direttore del “Velino” Daniele Capezzone. «Berlusconi è come Wanna Marchi e Tremonti è il suo Mago do Nascimento», spiegava l’allora segretario del partito radicale il 1° aprile 2006. Avvertendo che «il melodrammone italiano si arricchisce di nuove pagine lamentose: dopo la “cieca di Sorrento” e lo “smemorato di Collegno” arriva lo “sciancato di Arcore”». E profetizzava: «Penso che a difenderlo resteranno in tre: Bondi, Cicchetto e Cornacchine…». Ora, invece, potrebbe toccare proprio a lui difendere il Cavaliere come portavoce del premier a Palazzo Chigi, in caso di promozione ministeriale di Paolo Bonaiuti. E sarebbe fantastico vederlo, durante un vertice con Putin, suggerire al suo capo di informarsi sulle violenze russe in Cecenia come aveva fatto due anni fa a mezzo agenzia: «Sarebbe bene che Berlusconi trovasse il coraggio di porre qualche domanda. Il suo silenzio è triste o umiliante». Salvo poi correggersi: «Lette le dichiarazioni di Berlusconi mi ritrovo a compiangere quel silenzio…». Oppure allenare il premier a parlare in inglese in vista di un viaggio in Usa, per evitare la figuraccia rimproverata dallo stesso Capezzone durante l’ultima visita ufficiale: «Ascoltando il discorso di Berlusconi al congresso americano torna alla mente l’immortale scena di Totò e Peppino a Milano col colbacco, che si rivolgono al vigile: “Noio volevan savuar…”». Per due anni, da parlamentare del centrosinistra, Capezzone ha perseguitato il Cavaliere. Non ne ha fatta passare liscia una. «Berlusconi è un disco rotto: vittimista sempre e garantista a targhe alterne, solo quando fa comodo» (10 aprile 2006). «Berlusconi si scaglia contro il divorzio ed è divorziato, difende la famiglia e ne ha due. C’è da sganasciarsi di fronte a tanta spregiudicatezza e ipocrisia» (6 aprile 2006). «Tremonti è il regista della strategia anti-liberale della Casa delle libertà, al centro della tela di ragno che intrecci gli interessi personali di Berlusconi e la truce linea leghista». «Berlusconi tratta da coglioni gli italiani? Si è fatto una canna». E infine: «Silvio mi ricorda la barzelletta dei due matti in manicomio. Uno dice: “Io sono Mosè e Iddio mi ha dato le tavole della legge”. E l’altro, offesissimo: “Guarda che io non ti ho dato niente!”. Ecco, lui va scritturato per la parte del secondo matto. Per il primo sono in corsa Bondi ed Emilio Fede». Un assedio insomma. Per spezzarlo il Cavaliere ha aveva un’alternativa: imbracciare (metaforicamente) il mitra contro il suo persecutore e fargli fare la fine di Biagi e Santoro, oppure assumerlo nel suo staff come portavoce. Inutile dire quale è stata la scelta del giovane Daniele.
QUELLI DI FLI PASSATI COL PDL. VI RICORDATE COSA DICEVANO DEL PDL E DEL BERLUSCA !
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"GLI ATTACCHI AL PDL, FACEVO SOLO CABARET" ON. LUCA BELOTTI
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DA FORLANI A BERLUSCONI, CHI SARA' IL PROSSIMO?
RECORDMAN AL COMUNE DI NAPOLI
ROBERTO DE MASI : SDI - PD - UDC - FLI
IL "COMPAGNO" GIULIANO FERRARA CON ENRICO BERLINGUER
Dal 1973 al 1984 è nel partito comunista, quello stalinista della STASI e di Ceausescu, di prima della caduta del muro di Berlino e lavora per portare anche in Italia quel regime
“Nel 1973 nel Partito Comunista Italiano di Torino responsabile del coordinamento provinciale FIAT, e scrive sul quindicinale Nuova società. Nel 1977, sempre per il PCI torinese, è responsabile del settore scuola e cultura, per poi divenire due anni dopo segretario cittadino. Come tale l'8 giugno1980 viene eletto consigliere comunale nel capoluogo piemontese diventando in dicembre il capogruppo comunista.
Nel 2003 Ferrara ha dichiarato di essere stato, in questo periodo, confidente retribuito della CIA Negli anni ottanta abbandona il comunismo in polemica con la dirigenza del suo partito e si dedica al giornalismo sostenendo in questa veste il Partito Socialista Italiano e in particolare il suo segretario Bettino Craxi. ( fonte Wilkipedia)”
Negli anni 80 quando il corrotto e ladro Craxi è al culmine del potere, egli si affianca a questo figuro e ne diventa il paladino.
Dopo Tangentopoli, alla discesa di Berlusconi in politica, sale sul suo carro di ennesimo vincitore e diventa liberale, anticomunista viscerale e paladino di questo individuo che, a detta dei giornali, è evasore fiscale, amico della mafia, pedofilo, corruttore, ecc. ecc. e pare che riceva tra l’altro finanziamenti dalla moglie di Berlusconi per aprire il suo giornale “Il Foglio”.
Tutti possono cambiare idea, ma quando ciò avviene in concomitanza di interessi economici e di carriera, la cosa puzza e parecchio di mercimonio e voltagabbanismo.
Delle due una: o è un imbecille che non ha mai capito niente oppure è un voltagabbana e mercenario..
Da qui non si scappa..!!
Ed allora, in ogni caso, pensi a se stesso e non cerchi di fare il maestro di pensiero agli altri..!!
Alessandro Mezzano
Giusto per illustrare la profonda vocazione di questo intellettuale di rara specie per la coerenza!
Qui sopra, per contemplare il quadro, la foto di Giuliano Ferrara a Valle Giulia coinvolto negli scontri che diedero l'avvio al 68!
IGNAZIO LA RUSSA
IL MENU' DEL RISTORANTE E LE FOTO DI PISCINE E PALESTRE DEL CIRCOLO, RISERVATO AI DEPUTATI
Ristorante, piscine, palestre campi da tennis: il "circolo Montecitorio" al Foro Italico riservato ai deputati
Benvenuti al circolo Montecitorio.
Però il benvenuti non è rivolto a tutti.
L'iscrizione al circolo è esclusivamente riservata a parlamentari, ex parlamentari, funzionari e dipendenti della camera, portaborse regolarmente assunti e giornalisti accreditati presso la Camera dei Deputati.
Insomma devi avere l'accesso a Palazzo Montecitorio per poter accedere al Circolo Montecitorio.
L'indirizzo della struttura è via dei Campi Sportivi n.5, in zona Acqua Acetosa, ma sappiate che un rigido controllo impiedirà a qualsiasi intruso di accedere alla struttura.
La struttura è un luogo di incontro riservato, a disposizione dei deputati anche nelle ore serali per feste e festini "esclusivi". La quota mensile di iscrizione al circolo per i deputati e gli ex deputati è 22 euro (a fronte dei 14.000 che guadagnano al mese) mentre gli esterni per accedere devono essere presentati da qualche deputato e versare quote molto più consistenti. Va però apprezzato lo sforzo di trasparenza: esiste infatti finanche un sito internet del circolo dove è possibile avere informazioni dettagliate sulla struttura, sul regolamento interno e finanche l'accesso libero alla bacheca dove deputati e funzionari affittano ville, vendono motoscafi e auto di lusso.
Il sito in verità sembra realizzato in modo particolarmente antiquato, nel linguaggio base dell'html. Possiamo però fare una scommessa: secondo voi, dopo questo post, il sito http://www.circolomontecitorio.it/ per quanto tempo ancora sarà ancora raggiungibile?Piuttosto che il sito, bisognerebbe chiudere la struttura: costata negli anni svariati milioni di euro di denaro pubblico, da un pò di tempo si nota un progressivo degrado, parallelo probabilmente al degrado della nostra casta politica.Del resto un tempo al Circolo Montecitorio si incontravano Aldo Moro, Enrico Berlinguer, Sandro Pertini, oggi ci sono le giovani deputate elette per le loro prodezze nel bunga-bunga, gli Scilipoti vari che si aggirano alla Camera con il cartello al collo "vendesi".
Contro questo parlamento di nani e ballerine, contro questo governo di truffatori e faccendieri, contro una casta di corrotti e corruttori, si avvicina il tempo della vendetta, il giorno dell'indignazione.
Pubblicato da Spidertruman
ECCO COME CI GOVERNANO
LE 10 STRATEGIE DELLA MANIPOLAZIONE ATTRAVERSO I MASSMEDIA
1-La strategia della distrazioneL’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni. Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3- La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4- La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).
6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori.
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti ...
9- Rafforzare l’autocolpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s'incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.
Noam Chomsky (Massachusetts Institute of Technology)
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